Si parte (con la fantasia) verso il Belgio nel 2027
C’è chi sogna il mare, chi la montagna, e chi invece — come i nostri Dj Lindo e Ricky DJ — sogna un campo immerso nel verde del Belgio, trasformato per due weekend l’anno nel centro del mondo della musica elettronica. Il nome è uno solo: Tomorrowland. E la voce che circola nei corridoi di Radioattiva è che i due DJ vorrebbero esserci, di persona, nell’edizione 2027. Vediamo di cosa stiamo parlando.
Cos’è il Tomorrowland
Tomorrowland è, semplicemente, il festival di musica elettronica più famoso al mondo. Si tiene ogni estate a Boom, una cittadina belga vicino ad Anversa, nel parco di De Schorre, e da anni richiama folle oceaniche: solo nel 2024 e nel 2025 ha superato i 400.000 partecipanti a edizione. Numeri da capogiro per un evento che, va detto, non è “solo” un concerto: è un intero universo scenografico, con palchi monumentali, aree a tema, il celebre campeggio “Dreamville” e persino la spedizione a domicilio del pass in una valigetta-tesoro che è ormai un rito d’iniziazione per chi partecipa.
Quest’anno, il 2026, il festival ha spento simbolicamente le sue candeline importanti: si tratta della ventesima edizione, con centinaia di artisti provenienti da oltre 40 nazionalità su 16 palchi, per un pubblico che arriva da più di 200 paesi diversi. Il tema di quest’anno, tanto per capire il livello di ambizione della macchina organizzativa, si chiama “Consciencia”: un filo narrativo unico che collega le edizioni europea, asiatica e sudamericana attraverso un universo fittizio condiviso, costruito attorno alle emozioni umane.
Chi ha suonato (e chi suonerà)
La lista degli artisti che sono passati dal palco di Tomorrowland negli anni è, letteralmente, la storia della musica dance moderna. Solo per l’edizione 2026, sul Mainstage si sono esibiti nomi come Martin Garrix, Hardwell, ILLENIUM, David Guetta, FISHER, John Summit, Sara Landry, The Chainsmokers, NERVO e Sebastian Ingrosso degli Swedish House Mafia, mentre tra gli altri palchi si sono alternati Afrojack, Armin van Buuren, Subtronics, Dada Life, Amelie Lens, Bingo Players, Alan Walker e Borgore. E il colpo grosso di quest’anno è stato l’arrivo di un big assoluto: Calvin Harris ha debuttato per la prima volta in assoluto sul palco del leggendario festival belga.
Non stiamo parlando quindi di un evento qualunque, ma di un vero e proprio santuario del clubbing internazionale, dove ogni estate techno, house, hardstyle, bass e ogni sfumatura possibile dell’elettronica trovano casa sullo stesso terreno.
Perché Dj Lindo e Ricky DJ vorrebbero andarci
Per chi vive di musica e di radio come i nostri due speaker, Tomorrowland non è semplicemente “un bel festival da vedere”: è l’Everest del settore. È il posto dove capire in prima persona cosa significhi produzione, regia del suono, gestione della folla e — diciamolo — anche solo respirare l’energia di centinaia di migliaia di persone che ballano nello stesso momento sotto lo stesso cielo.
Per Ricky DJ, che ogni domenica mattina accende Radioattiva con la sua energia contagiosa, sarebbe l’occasione perfetta per portare ai nostri ascoltatori un pezzo di quell’atmosfera, magari raccontata in diretta o in un servizio speciale al ritorno. Per Dj Lindo, la trasferta rappresenterebbe invece un tuffo diretto nella fucina dove nascono le tendenze che, prima o poi, arrivano anche nei nostri programmi e nelle nostre serate in consolle.
E poi, siamo onesti: qualche giorno tra un campo belga, un pass “Full Madness” e migliaia di casse che sparano bassi da far tremare i prati non si nega a nessuno, tantomeno a due DJ di razza.
Appuntamento al 2027?
L’edizione 2026 terminerà nel weekend del 24-26 luglio, quindi il prossimo treno utile è quello del 2027. Tra prevendite che partono con largo anticipo e pass che vanno letteralmente a ruba nel giro di ore, se Dj Lindo e Ricky DJ vogliono davvero trasformare il sogno in realtà, la parola d’ordine è una sola: organizzarsi per tempo.
Chissà, magari la prossima estate Radioattiva racconterà Tomorrowland non più dai social, ma da dentro il campo di De Schorre. Noi, nel dubbio, teniamo le dita incrociate — e le casse pronte.

